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[GDR]Discorso al Ducato

Propezia
Propezia si avvio verso la piazza, con passo sicuro salì sul palco che gli uomini del castello avevano approntato, osservo attentamente il suo popolo, sapeva che in questo momento molti dubbi passavano nelle loro menti, nei loro cuori, nelle loro anime.

La scelta di iniziare la guerra non era stata facile, ma andava presa, e il susseguirsi degli eventi l’avevano portata a dover prendere molte decisioni, rapide, importanti, che avevano impegnato tutto il suo tempo , tenendola lontana anche troppo da quella piazza, dai sui cittadini con cui amava tanto confrontarsi.

Era passata una settimana dall’inizio del conflitto, e aveva deciso che parlare ai suoi cittadini era ora la priorità della sua agenda.

Gli avrebbe fatto un resoconto di tutti gli avvenimenti, non aveva senso per lei una politica distaccata dal suo popolo che fossero critiche o plausi Milano era la sua casa e quella era la sua famiglia, e quindi si sarebbe confrontata con loro.

Li osservò attentamente e l’emozione nel guardare i loro visi era forte , alcuni irati, altri sorridenti, altri la guardavano con odio, altri ancora con ammirazione, era il suo popolo fiero, critico, a volte molto polemico, erano quei cittadini che con tutti i loro difetti avevano fatto grande il ducato di Milano.


I pregi non erano sicuramente meno dei difetti pensò, e continuando a guardarli attentamente e con voce ferma iniziò a parlare:

Miei cittadini, sono giornate dense di emozioni contrastanti per tutti i cittadini Milanesi, una settimana fa abbiamo iniziato una guerra da allora notizie diverse contrastanti sono rimbalzate in questa piazza, ripetendosi in echi infiniti, e creando anche tante discordie tra voi cittadini.
Vi farò un semplice elenco dei fatti avvenuti fino ad ora.

Una settimana fa, dopo svariate manchevolezze di Modena nei nostri conformi, l’ultima della quale è stata allearsi con Venezia per contrapporsi a noi, proprio mentre erano seduti con noi a un tavolo di discussione, in cui i punti importanti e il trattato era già definito, e comprendeva l’obbligo di discutere insieme tutte le altre alleanze.

Era un progetto importante che avrebbe legato prima Modena a Genova e Milano, poi il trattato sarebbe stato allargato agli altri principati Italiani dell’impero, Firenze e Siena

Nella stanza degli specchi del castello che ho fatto aprire al pubblico potete trovare le discussioni relative a quel trattato.

http://castellodimilano.forumattivo.com/sala-degli-specchi-f140/

Le voci e le informazioni parlano chiaramente di un unione tesa a combattere Milano

Ho la massima fiducia nel consiglio, ma anche la responsabilità dei soldati che andranno a combattere, la discussione nel consiglio è terminata e c’è la maggioranza, la scelta è fatta.

Non comunico la data di inizio del conflitto se non poco prima della dichiarazione di guerra, sulla base del concetto che meno gente sapeva , più era sicura la mossa dei nostri eserciti

Dichiariamo guerra e ci posizioniamo.

Il giorno dopo attacchiamo il castello e prendiamo possesso, del ducato di Milano al suo interno , la documentazione calda è stata bruciata, ma troviamo comunque molti documenti interessanti, che mostrano come Modena ci vedeva come nemico, e come si è comportata con noi.

Qua potete trovare la proposta di Venezia accettata da Modena, in cui si parla esplicitamente di un alleanza che si vuole contrapporre a Milano e Genova.
Link del castello di riferimento :

http://castellodimilano.forumattivo.com/la-stanza-verde-f149/documentazione-del-consiglio-di-modena-t451.htm

Sulla base delle informazioni che avevamo, poi confermate, si decide di appoggiare l’alleato genovese nel attaccare Modena.

Progetto che già a gennaio era già nelle menti di Modena, dove Venezia veniva considerato un ottimo possibile alleato in quanto al suo interno molti odiavano sia noi che Genova
la documentazione la potete trovare nella stanza verde

http://castellodimilano.forumattivo.com/la-stanza-verde-f149/documentazione-del-consiglio-di-modena-t451.htm


in questo documento si parla del regno d’Italia come alternativa al farci Guerra . mica ci avevano mai spiegato questa visione del regno d’Italia


la documentazione la potete trovare nella stanza verde

http://castellodimilano.forumattivo.com/la-stanza-verde-f149/documentazione-del-consiglio-di-modena-t451.htm


Qua riporto la documentazione dei fatti avvenuti durante il tavolo di pace tra Firenze e Siena, dai documenti si può notare, un forte pregiudizio di Modena verso Milano, e delle errate idee (assurdo essere convinti che noi gli avessimo preso un nodo…), e del indubbio desiderio di far fare brutta figura alla duchessa di Milano e così a tutta Milano stessa.

Link di riferimento

la documentazione la potete trovare nella stanza verde

http://castellodimilano.forumattivo.com/la-stanza-verde-f149/documentazione-del-consiglio-di-modena-t451.htm

Qua pensavano di prenderci un nodo, convinti fosse loro, su basi abbastanza futili
Link di riferimento

la documentazione la potete trovare nella stanza verde

http://castellodimilano.forumattivo.com/la-stanza-verde-f149/documentazione-del-consiglio-di-modena-t451.htm

Settembre 1456
La prima discussione per un alleanza Milano Modena, Modena preferisce far cadere il discorso e e il trattato sperando che a Milano salga Fenice per fare così il trattato che più gli aggrada. (così non si firmò nessun trattato), al cambio del duca viene poi bocciata la proposta di un alleanza legata a rapporti di amicizia, Modena cerca solo un alleanza Militare il trattato non verrà mai firmato

la documentazione la potete trovare nella stanza verde

http://castellodimilano.forumattivo.com/la-stanza-verde-f149/documentazione-del-consiglio-di-modena-t451.htm




Per ora mi fermo qui con la documentazione, sono i documenti principali che mostrano l’atteggiamento di Modena verso Milano, i loro pregiudizi nei nostri confronti, le idee assurde come quella che gli avessimo preso un nodo, soprattutto la diffidenza che avevano mentre noi gli parlavamo senza nessun pregiudizio, e che li hanno portati a unirsi a Venezia per contrapporsi a noi.

La guerra continua, prendiamo a Modena due miniere che stanno producendo per noi, tra cui la loro miniere d’oro, quindi altra cosa non vera che dicono è che loro miniere sono crollate , sono sane e sono per il momento nelle nostre mani , e stiamo dando lavoro ai cittadini di Modena pagandoli regolarmente , cosa che tutti i consiglieri ducali vi possono confermare

Come ci si aspettava, Venezia entra in guerra contro di noi.
Nessuna proposta di pace o di trattative arriva da Venezia , ma solo dalla Chiesa .


A questo punto ho un contatto con Marcolando e Mragrab in privato e gli accenno che per arrivare alla pace, chiediamo 3 pt

- Rottura del loro trattato con Venezia dove ci sono troppe forze contro Milano ( e rivederlo con diversa metodologia , magari in unione a tutti gli stati italiani del’Impero)
- Firma del trattato che è rimasto in sospeso con Modena e Genova, con allargamento dello stesso a Firenze e Siena
- Il nodo sotto a Fornovo per poter gestire al meglio la sicurezza di quella città che è sempre stata meta dei Briganti
- Ci offriamo di aiutare Modena nella sua ricostruzione

A questo proposito viene aperta una stanza per le trattative nel castello di Savona.

Il giorno dopo, Modena riprende il ducato, era previsto che non potessimo tenerlo per sempre, la tenuta del ducato richiede troppe persone, quanto volevamo fare era stato fatto.

Marcolando decide di non venire più al tavolo delle trattative e dice di non voler partecipare neppure al tavolo della chiesa.

In questa situazione il Capitano Tancredi decide di fare un azione isolata tesa a indebolire Venezia che si sta armando, e attacca gli eserciti fuori dalle mura di Verona,ripeto fuori dalle mura anche su questo sono dette tante cose non corrette, il fato vuole che riesca a fare solo una decina di feriti gravi, ma il suo esercito anche se combatte contro ben 2 eserciti Veneziani non subisce danni.

Poi abbiamo aderito ovviamente alla tregua richiesta dall’alto prelato SRI, e domenica non abbiamo fatto alcuna operazione

Tutt’ora Tancredi e Iceman sono attivi e attenti nell’operare in territorio Milanese

Ora vi parlerò della Savoia.

Da tempo abbiamo scoperto Venezia, sta spargendo bugie nei nostri confronti all’estero, anche questo dimostra le loro intenzioni, intenzioni che non nascono da pochi giorni.

La menzogna che viene detta è che Milano è nel Marchesato, e che siamo un tutt’uno nell’impero

Nessuna forza politica Milanese ha mai minimamente pensato di entrare nel marchesato, siamo sempre stati fieri vassalli imperiali.

Le discussioni con la Savoia, e anche con altri stati a cui erano state raccontate le stesse menzogne, continuano, e il punto che Milano è parte dell’impero ormai è chiarito.

Non nascondo che esistano problematiche relative ai rapporti Savoia e Provenza, a questo proposito una nota importante è che la Provenza si è dichiarata estranea a questo conflitto. Indubbiamente l’opera di Venezia ha creato uno strappo,strappo che i nostri diplomatici si stanno impegnando a ricucire.

A questo proposito, con gli amici francesi che ci appoggiano, si è creato un tavolo al castello imperiale di discussione, in cui ovviamente Venezia, anche se non fa parte dell’impero è subito arrivata e continua la sua opera per cercare di screditarci. Ma siamo li, il tavolo nasce da noi e ribattiamo.

Infine poche parole sul tavolo della chiesa, per quanto il prelato Marves sembra non avermi molto in simpatia, siamo più che presenti e attivi, la discussione procede con Modena e Venezia tese a fare soprattutto ostruzionismo per ora, preferendo continuare a lavorare più sul castello imperiale , cercando di allargare il conflitto piuttosto che arrivare a una pace con la chiesa in questo momento, Milano comunque i punti per arrivare alla pace li stiamo dicendo, il nostro interesse è bloccare la nascita di un alleanza anti-Milanese a sud del paese, è la nostra priorità.
Oggi metterò i punti per una richiesta di pace al tavolo della chiesa , che ho scritto anche in consiglio.

Sul campo di battaglia i nostri soldati sono fiduciosi delle loro forze, ma soffrono per le critiche che inevitabilmente si riflettono sul loro operato che vengono dette in questa piazza, pensateci quando parlate.

In questo momento il più grande nemico del paese, non sono Modena, non è Venezia, ne lo sarebbe se la Savoia ci attaccasse, è la mancanza di coesione interna.

Come ho detto nell’altro mio comunicato,valuterete le mie scelte alle urne, ora dobbiamo essere uniti e collaborare tutti per il ducato di Milano, con il suo esercito e le sue istituzioni, la situazione non è tale da pensare a una pace tout-court, personalmente ritengo di non aver sbagliato nella decisione di dichiarare guerra appoggiando Genova prima che Modena e Venezia continuassero con loro operato e diventassero una minaccia ancora maggiore, decisione che sapevo benissimo sarebbe stata impopolare, ma che ho ritenuto necessario prendere assieme al consiglio, non si può pensare che si possa vivere guardando solo il nostro orticello .

Ora , che mi odiate o apprezziate per quanto ho deciso , poco importa, Milano deve essere unita.


Dette queste parole, Propezia, fece una lunga pausa nel silenzio che si era formato intorno a lei, e prima che ci si alzassero le voci aggiunse.
Questo e',non altro.
Spero di essere stata chiara.

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Ombra
Raniero era lì anche quella sera, con la luce del tramonto che tingeva di rosso le facciate delle case e i vetri alle finestre. La piazza era gremita di gente, nervosa, fluttuante, una folla carica di una strana tensione che sembrava aleggiare sopra le teste canute e giovanili, nobili e popolane, senza distinzioni.

Raniero si affacciò da una delle finestre delle camere superiori d'una casaa, al lato della piazza, stranamente sereno in volto, come se l'intuito gli suggerisse qualche risvolto positivo. O forse fu solo una sua impressione.

Ascoltava attento il discorso franco, semplice e lineare della Duchessa, l'ennesimo discorso pronunciato alla folla, l'ennesimo sforzo di trascinare la responsabilità ingombrante di una guerra sul palco e spiegarne i motivi e le intenzioni.

Qualche giorno prima Raniero si era sorpreso a turbarsi nel suo animo, i ricordi e il vecchio affetto avevano luccicato più del solito in un angolo remoto del suo cuore mentre la Duchessa, Propezia, si era rivolta accorata alla folla della piazza chiedendo coesione ed unità.

Ma adesso nessuno di quei sentimenti lo raggiunse, nessuna scintilla brillò improvvisa, nulla. Razionalmente, adesso vedeva quella donna come in effetti era, sola, forte ma sola, dinanzi a quella folla che Raniero percepiva perlopiù come ostile. Un lieve tepore accarezzò il suo diaframma, una sensazione di pace, un sospiro, ed in quel momento egli ebbe pietà di colei che tanto lo aveva fatto soffrire prima.

Un dispiacere sordo lo prese; si dispiacque di vederla provata, stanca costretta a difendersi dalle bocche dei cani famelici della politica ducale... suoi pari. D'altronde era quella la vita che si era scelta, Raniero non poteva farsene una colpa. I frutti della cattiva strada intrapresa stavano ormai maturando anche per lei ed Ombra non poteva far altro che osservarla mestamente, in disparte, presente ma non partecipe, strano osservatore di un'oscuro periodo della storia milanese, e confondendosi fra le tenebre, meditare sul futuro.
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