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Anche un porcello mannaro se adulato può salire su un albero

Teodorico
Dorotea fu dietro messer Ebernitz senza che lui s'accorgesse della sua presenza, infervorato com'era a parlare. Attese che egli tacesse e gli posò una mano leggera sulla spalla.

- Amico mio, non sprecate la vostra veemenza. Sapete bene quanto me che i titoli di cui si fregiano sono vuoti come i pretesti che li hanno portati sino a qui. Credono che noi siamo i loro sudditi.. hahahahah... non lo trovate ridicolo? Noi siamo Modena! E Modena non riconosce altri che Marcolando come suo Duca, guida, amico.
Spregievoli mercenari siedono nella stanza dei bottoni, si affacciano dai torrioni del castello, ma cosa vedono? Terre vuote. Cosa ordinano? disposizioni che mai nessun modenese eseguirà. Credono di possederci, messere, di essere potenti, di essere ricchi.. non s'accorgono della loro misera impotenza..


Il suo interlocutore annuì e assieme diressero lo sguardo all'orizzonte, in silenzio..
Lordaltair
Il primo contrattacco era stato respinto.

Come da previsione, sotto la guida abile di Marcolando le forze Modenesi sconfitte avevano reagito celermente, riorganizzandosi in una sola giornata e scatenando su queste mura la loro rabbia, il loro desiderio di vendetta, il loro amore per la patria.

Per tutto il giorno il clangore dell'acciaio, le urla dei morenti, i secchi ordini degli ufficiali, le richieste di aiuto, erano state la terribile sinfonia suonata in questo teatro sotto il cielo.

Le urla "PER MODENA", piene di amore e vol0ntà erano echeggiate ovunque...davanti ai miei occhi ancora l'immagine di uomini che trafitti dalla mia lama piangevano non per il terrore della morte, forse nemmeno per i famigliari che non avrebbero più rivisto, piangevano perchè non avrebbero potuto più combattere per le loro case.

E lo stesso amore , la stessa volontà vi era nei nostri Gridi, "PER GENOVA!", "PER MILANO!", "PER IL DOGE!", "PER LA NOSTRA AMATA DUCHESSA!"........

E queste due volontà, questi due grandi amori per la patria e il dovere, unendosi..anzi , scontrandosi con cosi tanta forza...avevano creato l'odio.

"Incredibile", pensai tra me, ammirando il sole che ormai tramontava al di la delle mura,"da due sentimenti cosi grandi, cosi positivi, nasce un odio cosi profondo".

Ripensai alle mie scelte passate, pensai ai miei giuramenti...forse anche per questo io avevo scelto di seguire il desiderio di unità tramite la conquista.
Forse, per vedere se dallo scontro dell'odio poteva invece nascere l'amore?

Sorrisi mestamente e mi incamminai a fare l'ultimo giro di ispezione alle difese.

Nell'aria l'odore acre del fumo degli incendi che si mischiava a quello dolciastro dei corpi e metallico del sangue.
Lievi volute di fumo salivano da dietro gil spalti, il fuoco degli accampamenti nemici si mischiava a quello ormai morente degli ultimi incendi.

Improvvisamente un sibilo ruppe l'immoto silenzio...un suono come molti ve ne erano stati durante l'ultimo scontro...una freccia stava volando nel vento.

Istintivamente corsi al riparo dietro un carro, disposto a barricata nel caso il nemico fosse riuscito a passare le mura.

Il dardo si conficcò a pochi metri da me....raggiunto quasi subito da Sai che casualmente stava uscendo nel cortile in quel preciso momento.

Tirai un sospiro di sollievo..la mia scudiera non si era fatta nulla.

Raccolse la freccia e vidi che osservava interessata qualcosa conficcata con la freccia stessa..un attimo di silenzio e poi con una buffissima faccia e un lampo allegro nei verdi occhi scoppio a ridere correndo verso di me.

"AHHAHAHAHA Mylord...è fantastico, siete belissimo qui AHAHAHA", mi disse porgendomi la pergamena che era giunta insieme al proiettile,
"Chiunque lo abbia fatto è un genio...voglio conoscerlo AHAHAHHAHA!!!".

Osservai serio e contrito il volto della giovane fanciulla, come spesso facevo quando lei scordava di essere la mia scudiera e iniziava a lamentarsi di me o a prendermi in giro.

Poi le strappai scocciato il foglio dalle mani e osservai.

Una vignetta satirica....Io vi ero rappresentato in una meravigliosa uniforme nera e dorata, come l'armatura o le vesti che abitualmente usavo indossare. Il mio volto era disegnato come se avessi molto fascino, ma sulla testa portavo una cuffia da neonato e la mia figura era inginocchiata a giocare con soldatini per bambini..

Chiedevo..."Mamma posso metterlo qui?".

E inginocchiata con me...una prosperosa e anche un po selvaggia Duchessa mi faceva da mamma dicendo..."Si piccolo, qui va bene....dopo ti insegno a creare un esercito".


Osservai Sai severo..era troppo divertita e sembrava godere un mondo della cosa, come se avesse voluto essere lei l'autrice di tutto.

"Sai !", iniziai a ordinare severo...ma forse non ero molto convicente..ormai i nostri battibecchi erano più simili a litigi tra amici e tra famigliari, "Se non la pianti subito giuro che ti faccio ripulire tutto questo castello da sola..ma ti sembra il modo di ridere cosi ad una provocazione dei nemici?"..

Sai si fermò, mi guardò seria, lanciò un'occhiata alla pergamena e scoppiò in una nuova fragorosa risata...."AHHAHA Si..mio...Bebè AHAHAHHAHAHAH".


"SAI!!!!!!!!!",urlai a squarciagola mentre lei scappava via sfidandomi a seguirla e urlandomi..."POrterò questo a Dama Valpanu..secondo me si farà un Sacco di Risate AHAHHAHAHA".

La inseguii per un po' ma la stanchezza della giornata di combattimento appena passata ebbe la meglio.

Sorrisi e guardai la mia dolcissima scudiera. era stata cosi spaventata e preoccupata in questi due giorni..mentre ora..in mezzo a quella desolazione, il suo cristallino sorriso sembrava aver riportato un po di allegria allegerendo i cuori di tutti i nostri soldati.

Osservai le mura, e il nemico oltre esse..."Chiunque tu sia stato...beh, devo ringaziarti per aver tolto, anche se per poco, un peso dal dolce cuore di Sai..."

Mi avviai continuando il mio giro di controllo.

"Vediamo"...dissi tra me poi lanciando però una sfida mentale al misterioso autore, "Solo alla fine di questa Guerra potremo essere sicuri che il vero Altair non è quello del tuo simpatico disegno..sempre che sarai ancora vivo per scoprirlo...."


Un guizzo di rabbia pervase il mio cuore....l'oscurità sembrò per un attimo farsi più Kaffekvarn, l'aria più fredda........Alto nel cielo..il mio corvo gracchiò di soddisfazione.........
Ebernitz
Ancora di guardia, dopo aver sentito le parole di Dorotea sorrise lievemente e annui poggiando ancora per qualche istante il peso sulla lancia "Dama... la mia fedeltà alla mia terra fino all'ultimo, anche se non sono un guerriero ma un semplice commerciante. Mai lascerò che il Mio Signore venga detronizzato se non dalla volontà del popolo." poi fece un attimo di silenzio e abbassò lo sguardo come per pensare "sono così stanco" mormorò quindi, forse tra se e se.
Tergesteo
La serata era abbastanza tranquilla.
Tergesteo estrasse le pergamene dalla sua sacca e le spiegò sul tavolo.
Una candela danzava mossa dal vento notturno.

La quiete prima della tempesta.

La notte precedente i Modenesi avevano tentato un assalto per riprendersi il castello.
Non ce l'avevano fatta e con ogni probabilità avrebbero concesso il bis.

Nel suo ruolo di Portavoce aveva stilato diversi comunicati , quel giorno.
Burocrazia.

Stasera voleva scrivere per sè stesso.
Ripensò al Portavoce di Porcelli Mannari.

"Vecchio Amste, dalla tua penna sì che usciva qualcosa di buono ..." sospirò.

La pergamena muta lo osservava.
L'inizio è sempre la parte più dura.
Condiziona l'esito.

Si fece coraggio ed iniziò.




Modena, 21 maggio 1457

Seconda notte di governo.
La popolazione ostile al nuovo corso si è resa protagnista di un assalto notturno ai centri di


Rilesse.
Ora era Tergesteo il Pazzo, non Messer Barbarigo il Portavoce.
Appallotolò la pergamena.

Nuovo foglio.




Modena 21 maggio 1457

Secondo giono di occupazione.

Stanotte i Modenesi hanno assaltato il Castello.
Non posso negare che ce lo aspettavamo ma ciononostante è stata dura.Molto dura.
Non credevo si riorganizzassero così presto.

Stanotte sarà diverso. Per tutto il giorno entrambe le fazioni si sono attrezzate e rinforzate.
Fuori da Modena ci sono brigate che manovrano e si accampano ma la festa deve ancora cominciare.
I Veneziani come prevedibile interverranno : ironia della sorte, rivedrò mio padre e magari sarà lui a staccarmi la testa.
Questa si che sarebbe una bella storia da raccontare.

Oggi più che mai sono convinto che nel fiume degli eventi , della grandi battaglie e dei grandi condottieri si perdano i rivoli di centinaia di questioni private e di ragioni personali.
Scegliere da che parte stare , per alcuni è irrilevante tanto sono importanti le proprie personali motivazioni.
Si combatte per fame (di gloria, di denaro, di cibo o di potere ... a ognuno il suo demone), si combatte per dedizione si combatte per ambizione , si combatte senza un motivo, si combatte per dimenticare piccole o grandi delusioni.
Ma alla fine si combatte e basta.

Oggi però ho combattuto con le carte bollate : il decreto sulla pubblicazione dei documenti secretati, la richiesta di autorizzazione alla divulgazione e l'ordinanza di scioglimento per i gruppi non autorizzati.

Montagne di fogli che metteranno altro sale in una minestra già ben speziata.
Vedremo.
Anche perchè ho la sensazione che anche stanotte ci sarà un banchetto.


Decise di aver scritto abbastanza. In fin dei conti voleva solo fissare le idee perchè i ricordi non andassero perduti.

Soffiò sulla candela.
Ora soltanto una tenue luce lunare si faceva largo nella stanza.

La solitaria notte modenese contro una nottata di pioggia a Fornovo.

Aveva barattato una Sorella per una Duchessa.
Il cambio però gli pareva non fosse equo.
Zippotrippo
Zippotrippo si accinse a scrivre un biglietto d'invito:




Tergesteo

usurpatore e oppressore,
sappiate che stiamo allestendo un'ottima dimora per i porcellini che così vilmente hanno usurpato il potere ad un legittimo Duca. Il castello di Duino sarà pronto, tra poco, ad accogliervi nelle sue segrete. Per voi ho preparato una cella con vista sul Golfo (verso l'Irredenta). Spero che questo allievi la sua futura permanenza, anche se immagino, le sarebbe piaciuto venire in queste zone come semplice mercante.
A rivederci presto di fronte al Giudice della Serenissima

Il PM
Zippotrippo


Chiuse la missiva e l'affidò ad un colombo di Piazza San Marco.
_________________
pnj
Danitheripper ormai si stava abituando a quel ruolo da Duchessa a tempo, una figura il cui mantenimento in vita era stabilito dai manifestanti che si trovavano davanti al Castello.

Di certo anche loro volevano fare i Duchi e i consiglieri, per questo si spingevano e si affannavano. Era una guerra tra precari gestita da persone le cui poltrone invece erano a tempo indeterminato.


“Terge, credo che proporrò un decreto per regolarizzare i co.co.co, Consiglieri Combattenti Continuativi, la cui posizione è subordinata all’adeguato sbarramento della porta del Castello. Magari stabilirò delle regole sui tempi, più un premio produzione nel caso in cui dovessero resistere per ben una settimana: il 20% di loro, in tal caso, dovrà essere ammesso d’ufficio nel nuovo Governo. Ti piace?”

“Uhm, non lo so, la vedo un po’ forzata come cosa, e poi … con che criterio verrebbe selezionato l’uno piuttosto che l’altro?”

“Raccomandazione Tergesteo, pura, semplice, mera raccomandazione”

“Allora sì, mi piace!”


Stabilito un punto di partenza per la legge, Danitheripper tornò ai suoi affari.

"Se i Consiglieri sono precari - pensò - perché il Rettore deve essere certo?"
Wolfskin in fondo neppure aveva organizzato una lezione nelle 24 h di gestione che gli aveva dato … va bene la gratitudine ma in quel momento era un Capo di Stato e doveva pensare al "suo" popolo …

Pensa e ripensa, finalmente un nome le giunge gradito: Homerdelcavalierener! Bravo ragazzo, davvero. C’era il piccolo particolare che la voleva morta e magari di suo pugno, ma era davvero tanto caruccio. Ma sì, mica poteva perdersi nei dettagli insignificanti …

“Tergeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee”

Il fratello di morte arrivò trafelato e alquanto infastidito.

“Ehm, sorella, stai davvero abusando della mia pazienza. Questo è un Castello, il mio ufficio è a cento piedi di distanza, va bene che la tua voce, inspiegabilmente, mi raggiunge fino a lì, ma non è che puoi chiamarmi per ogni idea bislacca che ti viene in mente! Alla prossima organizzo io i futuri co.co.co!”

“Come fai a sapere che è un’idea bislacca? Volevo solo cambiare il rettore”

“Ecco … di nuovo … stavolta chi vuoi premiare?”

“Homerdelcavalierener”


Tergesteo evitò ulteriori commenti e lasciò la stanza per andare a realizzare le nuove disposizioni.

Finalmente Danitheripper poté dedicarsi a vergare una missiva che le stava molto a cuore.

Aveva saputo che Cangrande, il Doge di Venezia, aveva intenzione di rimettere sul suo scranno Marcolando, il legittimo Duca deposto da lei e dai suoi compari.

Eppure Cangrande era un suo concittadino, lo aveva visto crescere tra le strade di Piacenza, quando con la sua meravigliosa pelata intratteneva gli avventori nelle Taverne che il buon Toth apriva per corteggiare dame o per fare campagna elettorale.

Adesso se lo ritrovava contro, magari non si ricordava di lei, delle conversazioni futili, degli scherzi, dei travestimenti … se avesse ricordato magari si sarebbe comportato diversamente. Per questo scriveva, per chiedergli di cambiare idea.




Esimio Doge Cangrande,
Vi scrivo come collega ma anche come amica. Il dispiacere nell’apprendere del Vostro appoggio all’ex Duca Marcolando mi riempie di pena.

Sì, io ho usurpato il suo Trono, ho guidato un gruppo di genovesi e milanesi abilmente nascosti dentro un cavalluccio di legno con scritto “Sorpresa!” e con l’inganno mi sono fatta aprire le porte del Castello, ma il Vostro intervento adesso è quantomeno inopportuno.

La gente di Modena lentamente sta iniziando ad accettarmi, o meglio, ci stiamo lavorando su … non potete giungere Voi, coi Vostri proclami e minare un rapporto che è alquanto teso ma perfettibile.

Mi hanno fatto dei ritratti, urlano il mio nome tutte le notti sotto il Castello, non è questo un segno tangibile che io sono comunque nei loro pensieri?

Dal primo all’ultimo desidera tagliarmi la testa, non vuol forse dire questo che, desiderando ardentemente avere una parte di me, essi mi vogliano vicina?

Io non avevo fretta, confidavo nel regolare svolgersi degli eventi, ma poi arrivate Voi e loro di nuovo a ripensare all’ex Duca Marcolando. Un colpo basso il Vostro!

Ma io Vi dico: Vi perdono! In nome dei Vostri natali piacentini e dei nostri comuni trascorsi io Vi perdono. Addirittura sono qui ad offrirvi un trattato di reciproca collaborazione. Se Voi rinunziate ad inviare truppe per combattermi io in cambio vi garantisco:

1) L’invio a Venezia dei migliori campioni di Soule Royale modenesi a parametro zero

2) Il primo figlio maschio dei più valenti soldati modenesi

3) La Kamchatka

Certo, se però volete mandarmi i Vostri soldati per aiutarmi nella difesa del Castello questo cambia la prospettiva.

In tal caso dirò a coloro che, inspiegabilmente, mi appoggiano, di eliminare i nomi dei Vostri guerrieri dalle loro liste nere, in modo che possano giungere a Modena incolumi per prestarmi soccorso.

Ovviamente a quel punto sarò disponibile ad esaudire qualunque vostra ragionevole richiesta. Non posso fare promesse al buio, parliamone e vediamo cosa posso fare per Voi.

Con amicizia, Lady Dani Ragnarson Epelfing
Duchessa (in transito) del Ducato di Modena



Aveva appena sigillato la missiva quando la raggiunse Will. Lo aveva trovato ombroso in quei giorni. Pensò che avrebbe dovuto essere lui il Duca ... era la sua strada. Si sentì in colpa nei confronti di quell’uomo che aveva contribuito a strappare al suo destino di elezioni, di noiose discussioni in Consiglio, di comode poltrone ai tempi dell'assalto al Castello di Milano.

Solo il caso aveva scambiato i loro ruoli, doveva esserci lui sui ritratti con una picca conficcata su per la testa.


“Ma io mi chiedo Will, sono una donzella, sono bionda, sono minacciata di morte … possibile mai che invece di giungere il principe azzurro qua sotto si accalchino orde di invasati?”

Will la guardò come se non la vedesse e quel silenzio fu peggio di una coltellata. Odiava essere invisibile.
Homerdelcavalierener
Homer gongolava nella sua finta veste di finto rettore nominato da finta duchessa vera reggente...allora pensò di iniziare a svolgere le sue finte manzioni, prese carta e calamaio e scrisse a Danitheripper:



Cara(?) reggente, nelle nuove vesti da voi affidatemi con la presente chiedo l'istituzione di un corso para-universitario, della durata di giorni tre riconosciuto a termine di legge con il seguente cursus studiorum e titolo:
CORSO PROFESSIONALE TEORICO-PRATICO PER Lo AFFINAMENTO DELLa ARTE DEI MACELLAI NELlo SEZIONAMENTO DEL PORCELLO DI QUALUNQUE SPECIE
1)Giorno 1: scelta della razza dello porcello e definizione di Porcello Mannaro, nuova razza importata dalle terre limitrofe
2)Giorno 2: identificazione delli quarti di carcassa più o meno prelibati in sede teorica con schemi e disegni
3)Giorno 3: prova pratica dello sezionamento e squartamento della razza succitata

Sperando di aver ricambiato la Vs fiducia
HdCN
Cangrande
Cangrande, intento a dare le necessarie disposizioni ai Generali, venne avvicinato dal suo fido servitore Bepi Frate:

Doxe! Doxe! L'è arivà na letara da Modena... la gà anca el sigilo e tuto quanto al so posto come se deve... Ma no le mia del Marcolando, l'è de quela che la ga ciapà el castel! La dise che ne ofre colaborasion se no ndemo mia a romparghe le balote.. la ne ofre i xugadori de sul ruaial modenesi... Sa ghe disemo?

Cangrande lesse la lettera con attenzione, e poi si mise a scrivere la risposta:



Signora Ragnarson Epelfing (ma è sicura di essere di natali piacentini?),

mi fa piacere che si pensi già ad un accordo di pace. Purtroppo, come ben potrete capire, le vostre condizioni sono inaccettabili.

Già i nostri giocatori di Soule Royale ci costano una cifra per gli stipendi, averne altri probabilmente farebbe crollare l'economia della Repubblica e può ben comprendere che non posso permetterlo.

Anche l'offerta dei primi figli maschi dei soldati modenesi, benché saremmo lieti di accogliere e accudire la prole di così valorosi soldati, è inaccettabile in quanto preferiremmo che continuassero a pesare sul welfare modenese e non su quello nostrano.

A riguardo della Kamchatka, che se ben ricordo è un piatto ruteno a base di rape, cipolle ed aglio pestato con contorno di peperoni, la ringrazio ma temo che mi possa risultare indigesto.

Infine, debbo rimproverarvi. Dai nostri accordi il Castello che dovevate assaltare era un altro. Per segnalarlo meglio vi avevo pure fatto mettere sopra la torre più alta una grande croce rossa... possibile che guardiate solo diritto e non alziate mai il capo?

Sono sicuro che potrete presto rimediare all'errore e secondo me fate ancora in tempo ad uscire da Modena senza che nessuno si accorga veramente dello spiacevole equivoco.

Cordialmente
Cangrande III della Scala, Barone di Ripafratta
Doge della Serenissima Repubblica di Venezia


Tieni Bepi, vai e falla arrivare a Modena...
Athinodoros


Sior Doxe...la Kamchatka l'è anca una pen isola su su in Russia...ma xe massa freddo là!!! Perchè non domandemo i Caraibi? Almanco me vado a ciapar un fià de sol! disse Sebastiano rivolgendosi al Doge




Traduzione: Signor Doge...la Kamchatka è anche una pen isola susu in Russia...ma è troppo freddo lì!!! Perchè non domandiamo i Caraibi? Almeno mi vado a prendere un pò di sole!
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pnj
Che nottataccia! Quel Castello era davvero un ricettacolo di energie negative.

A Danitheripper parve di avere ancora davanti agli occhi le immagini della notte appena trascorsa.




Ma adesso era giorno e doveva studiare nuove leggi e fare la fantoduchessa. Aveva trovato un metodo efficace per arrivare alla stesura di cotante leggi. Prendeva una pergamena, scriveva tutte le parole che le venivano in mente, strappava il foglio e metteva i pezzetti, ognuno con la sua parola, in un cappello. A quel punto li estraeva e costruiva le frasi mettendo assieme le parole che tirava fuori.

Scriveva, rileggeva, poi compiaciuta emanava.
“Fare la Duchessa non è poi così difficile, basta appassionarsi”

E lei di passione ne aveva tanta, iniziava a trovare simpatici i suoi fantosudditi. Perché mai avrebbero dovuto accettarla visto che non l’avevano eletta? “Magari perché sono qui di passaggio, a differenza degli altri risparmierò loro due mesi di identiche facce. Se solo vedessero in me un male necessario, come il dolore di stomaco, saprebbero che è inevitabile ma poi passa senza lasciare ricordi. Chi di noi quando sta bene ricorda di essere stato male?”

“Sorella di morte, da Genova chiedono se potessi adottare fintanto che sei qui un abbigliamento più consono al tuo grado” le comunicò Tergesteo. Quando finì di parlare scoppiarono a ridere entrambi.

“Terge, tu conosci il motivo del mio abbigliamento, chiamiamolo, essenziale?”


“Dani, sai che io non faccio domande su cose che ti riguardano. Prendo atto di essere stato causa della tua incipiente follia, in quanto folle io stesso ed evidentemente contagioso”

“Ma no, in questo caso la follia non c’entra! E’ colpa di Amleto e di Dianora”

Terge spostò le labbra verso destra in una smorfia interrogativa.

“Tu sai che io sono un pulcino, ossia un aspirante membro del Clan of Ducks & Geese, fondato dai suddetti. Ebbene, quando è nato il Clan Amleto me ne ha parlato in maniera così entusiasta che mi sarebbe piaciuto esserne parte. Amleto mi propose di entrare in nome dei nostri comuni trascorsi, solo che poi iniziarono i problemi. Il regolamento per far parte del Clan è categorico su alcuni punti ed io ne infrangevo un paio, ossia quello relativo all’aver visitato terre straniere, ma a questo avrei agevolmente potuto ovviare, e quello relativo al mio abbigliamento. La mia divisa marrone non incontrava il gusto di Dianora così Amleto mi suggerì di cambiare stile se volevo essere ammessa”.

“A questo punto mi stupisco davvero che tu sia entrata nel Clan, conoscendo il tuo orgoglio posso immaginare la risposta …”

“La risposta è nel mio abbigliamento. Amleto alla fine mi ha accettata lo stesso come pulcino, ma per diventare membro effettivo ho ancora molta strada da percorrere e molti vestiti da acquistare”


GDR OFF Gli avvenimenti sono opera del succitato Amleto che ringrazio :wink:
Dissoluta
Dany, sei il mio mito!!!!
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Tergesteo
Come da previsioni.
Altro assalto.
Respinto.

Nottata massacrante.

Tergesteo era nell'ufficio del portavoce quando un inserviente portò le missive.

Si decise a vagliare la corrispondenza per la Duchessa.
Passava velocemente le lettere e le pergamene e le separava per argomento

"Allora vediamo un pò ... minaccia di morte...minaccia di morte ..insulti..minaccia di morte ... eh questi ? Sono compl... ah no minaccia di morte .... minaccia di morte ... profezia di morte ... preventivo per funerale?"

Lesse una missiva molto precisa con cifre ed offerte.
"650 ducati? Per una lapide? No no lascio che ci pensi Plue!"

"..minaccia di morte ..lettera del rettore ... lettera del cerusico .... minaccia di morte ... fattura dei gendarmi... e questa?"

Giocherellava con una missiva giunta da Venezia, indirizzata proprio a lui.
L'aprì.

Chiuse gli occhi.

"Duin .. el golfo ...el mio Golfo ... "
Erano mesi che non si sorprendeva a mormorare in dialetto.
Da quando Dama Christe era andata a Treviso.

"... Per Aristotele , che nostalgia ... Tergeste la mia picia e bela Tergeste ... de sto periodo el sol xè caldo , el Golfo punteggiado de barche ... nianche un nuvolo e solo un fià de mar .. che bel ... "

Non ci si disfa dei ricordi.
Sono là pronti ad aggredirti come un nemico.
La sua infanzia in quelle terre , l'imbarco sulle navi che scendevano l'Adriatico alla volta di Cipro e la Terrasanta.


E il suo dialetto, il suo caro dialetto ... pareva fossero passati mille anni da quando salutò Comare Christe in quel dialettaccio aspro e dal suono sgradevole , ma sincero.
Lei ebbe il coraggio di lasciare Fornovo per la Serenissima.
Lui no.


Si fece triste , Tergesteo.
Ricordava quando il sole tramontò a Levante.
Fu l'inizio della fine.
O del risveglio.


Prese una pergamena.



Modena , maggio 1457

Stimatissimo PM Zippotrippo,
non credo ci siamo mai visti ma mi creda Lei dimostra di conoscermi molto bene.
La sua offerta di detenzione nella Rocca duinate mi suona come una sirena di omerica memoria, mi creda.
Chissà che - fosse anche come condannato a morte - non riesca a vedere un ultimo tramonto sul Golfo.

Per intanto La ringrazio per i ricordi che mi ha suscitato seppur involontariamente.

Tergesteo Barbarigo


Era ora di ritornare sui bastioni.
Ma prima sarebbe passato dalla Duchessa.
Era curioso di vedere cos'altro evesse escogitato ....
Glycera
"Al Mio Segnale scatenate l'inferno...Seguitemi..."
Queste le ultime parole del Comandante The Prince prima che arrivasse la notte, che con il suo manto scuro e nefasto ricopriva ogni cosa...
" Se vi ritroverete soli a cavalcare su verdi praterie col sole che vi riflette sul viso, non preoccupatevi di alcunchè, sarete nei Campi Elisi...sarete già morti"
" Ciò che facciamo in vita...riecheggia nell'eternità..."...queste le parole che continuavano a ronzarle nella mente, di minuto in minuto si ingigantivano per poi decelerare la loro folle corsa.
A quanto pare, però, la tiepida eroina non era l'unica a pensare ...a riflettere...qualcun altro fra le fila nemiche si permettteva il lusso di lasciarsi andare...
Devastanti erano le riflessioni...più devastanti dei colpi inferti in battaglia...
Riflessioni, però ,che non si scorgono negli eroici e spavaldi soldati, sono barlumi che si accendono nei semplici uomini.....uomini annientati e logorati da quegli eventi...uomini disarmati da cotanta crudeltà e che, pur obbendendo,osavano pensare...

Al Soldato...che vinca il migliore!!
A quell'Uomo...che troviate pace...
Lordaltair
"Mio Generale", mi disse la duchessa sollevando il suo viso da una marea di pergamene, missive, lettere tagliate e mischiate assieme, mappe, "Voi che a detta dei nostri amati cittadini Modenesi siete cosi famoso per l'abilità strategica dei Vostri piani di battaglia anf anf anf!!!"....

Riprese a Respirare , poi mi guardò divertità e continuò " Ci perdiamo qulacosa se cediamo la Kamchackta (un nome più difficile darglielo no vero?) a Venezia in cambio di una loro alleanza?".

Guardai la duchessa con probabilmente un enorme punto di domanda stampato negli occhi, poi i nostri sguardi si incrociarono e entrambi scoppiammo a ridere.

"Nessun problema Dani, ma assicuriamoci che non confini col Siam , altrimenti è farlocca".

Stavolta fu lei a guardarmi con un punto di domanda molto più grande del mio, poi scoppiammo a ridere di nuovo, anche se stavolta non avevo la certezza che avesse capito la mia battuta.

Terminata l'ilarità era il momento di tornare alle facende serie.

Salutando militarmente la Duchessa, uscii dalla sala del trono per andare a concludere le ormai abituali ispezioni delle linee di difesa.

Anche quet'oggi la mia casa era stato il campo di battaglia, la mia musica le urla di guerra e il clangore dell'acciaio..e..dovevo ammetterlo, iniziava a piacermi.

Da quando misteriosi eventi avevano iniziato ad accadermi, da quando era iniziata questa guerra, da quando avevo conosciuto i porcelli mannari e Sarnek, in me qualcosa aveva iniziato a ridestarsi.

I porcelli Mannari, la più variopinta, bizzarra e valorosa compagnia di ventura nella quale mi era capitato di imbattermi.

Mi ricordavano cosi tanto i miei vecchi compagni d'armi. S, avevano diverso carattere, diverse fattezze ( mai come in questo caso diverse fattezze aveva un significato cosi vero), ma mi donavano le stesse identiche sensazioni.

Tergesteo, un uomo dall'aria sempre contemplativa, cosi simile al mio caro Derek, il saggio sacedote che mi faceva da consigliere.
Sicuramente avevano pensieri diversi, modi di fare diversi, ma entrambi dentro di se,avevano chissà quale vasto mondo.

Plue, tenebroso, abile e veloce..come lui era la mia guardia del corpo.

Dani, imprevedibile, energica, ciclonica...più simile alla mercenaria che spesso lavorava con me....e che ancora mi doveva indietro un bel po di denari.

Come persone cosi diverse, cosi varie nella loro natura, potevano essere (almeno a me sembrava), cosi affiatate e compatte?.

Noi eravamo uniti da un ideale, la gloria della nostra Regina, la vendetta sui cosidetti guardiani della libertà, la conquista di un unica grande nazione unita sotto una stessa bandiera...ma loro?.

Un movimento d'aria improvviso, un bagliore nel buio.

I miei riflessi oramai sembravano in grado di prevedere il pericolo.

Spostando il capo di lato evitai la lama che per poco non poneva fine alla mia esistenza.

Dietro la lama seguiva veloce un uomo mascherato, abbigliato di rosso e ornato con dorati bottoni.

Nelle mani due corte spade.

Veloce e rapide due stoccate partirono alla mia volta finendo dritte sul filo della mia lama che senza neppure accorgermene avevo gia sfilato e preparato all'uso.

Altre veloci combinazioni..parata, parata, schivata.

L'isitnto mi portò a contrattaccare, l'uomo parò a stento e la mia lama riusci infine a graffiargli la carne della spalla.

Rapido come era venuto, l'uomo balzò sul davanzale della prima finetra a portata, scagliandosi sulla vetrata con tutto il suo corpo e lasciandosi cadere oltre.

Era finita..ed ero ancora vivo.

Nemici fuori delle mura, nemici dentro le mura....attorno a te compagni a cui dovresti affidare la tua vita...ma fino a che punto?

Questa era la guerra....infine però...rimani solo tu...un uomo, un guerriero, e la sua spada.

L'ultimo pensiero fu per le due ancore della mia vita...Valpanu e Makare.

Sorrisi e ripresi a camminare, come se nulla fosse accaduto.....stavo ritrovando me stesso.

Fuori il nero corvo gracchiò di trionfo alla luna ,arrossata dal sangue che anche quet'oggi era stato versato.
pnj
Danitheripper lesse la risposta del Doge, si tolse uno stivale, ne tirò fuori un plico e, srotolandolo sul tavolo iniziò a sudare freddo. Guardò attentamente il disegno sulla pergamena, girò il foglio e si diede una manata sulla fronte. “Doh!”

Neanche a farlo apposta, Tergesteo assistette alla scena. “Cosa succede sorella?”

“Fratello, il tuo ufficio non era nell’altra ala del Castello? Cosa ci fai sempre qui?”

“Dani … mi hai fatto fare la strada aventi e indietro almeno centoventi volte, alla centoventunesima mi sono piazzato la scrivania in quell’angoletto”.


Così dicendo indicò una enorme scrivania in faggio piazzata proprio di fronte a lei.

“E quando avresti condotto a termine codesto trasloco?”

“Un paio di ore fa, mentre tu … legiferavi”

“Quindi mi hai vista mentre …”

“Ho visto”

“E pure quando …”

“Preferirei non parlarne mai più, credo che i miei peggiori incubi d’ora in poi ti avranno per protagonista”


Danitheripper arrossì, ma da brava donna qual’era cambiò discorso per superare l’imbarazzo.

“Terge, ti ricordi quando ti ho chiesto di accompagnarmi in questa missione vagamente suicida?”

“Come non ricordare ...”

“Ebbene, ti ho mentito su un particolare quasi insignificante ...”

“Quanto inciderà inesorabilmente sul nostro futuro il tuo piccolo particolare?”

“Leggi questo messaggio”
così dicendo gli porse un foglietto ripiegato molte volte.

Tergesteo lo aprì lentamente poiché non aveva dubbi della gravità di quanto avrebbe scoperto.

Sgranò gli occhi più volte durante quella lettura e Danitheripper avrebbe giurato di aver visto una goccia di sudore farsi strada lungo la sua fronte, in orizzontale.


“E’ quella la mappa?”

“Sì”


Tergesteo si avvicinò al tavolo e la squadrò.

“Immagino la manata in testa era perché ti sei resa conto di aver confuso i segni cardinali …”

Danitheripper chinò la testa.

“Quindi tu mi stai dicendo, correggimi se sbaglio, che noi siamo qui per conto di Venezia ma che tu leggendo male la mappa hai sbagliato Castello, e che questa nostra azione è coincisa con l’invasione di Modena da parte di Genova e Milano, per cui i due Stati ci hanno appoggiati credendo che fossimo qui per loro, invece noi dovremmo essere nel Castello di Genova?”

Il tono di voce di Tergesteo saliva al completamento di ogni parola ed il timbro ne risentiva.

“Sulla mappa non ci sono scritti i nomi” tentò di giustificarsi.

“Dani, come hai fatto a fare un errore del genere? Ora come ne usciamo? Io dovrò affrontare mio padre in battaglia per colpa tua, mio padre capisci? Mio padre …” Tergesteo si dovette sedere per calmarsi, mise la testa tra le mani ed iniziò a scuoterla.

Danitheripper non osava guardarlo e così non poté avvedersi che nel frattempo si era alzato e le si era avvicinato. Abbracciandola le disse
“Sei grande Dani, solo la tua mente diabolica ed ubriaca poteva sfidare così la sorte!”

Lei si lasciò abbracciare impietrita da quella stretta ma non mosse un muscolo. Anche questa era andata … bisognava adesso rispondere al Doge.



Doge, prenderò la vostra risposta per un rifiuto ma se ho frainteso Vi prego di correggermi.

In effetti non avete tutti i torti, i giocatori di soule vengono a parametro zero, poi speculano sull’ingaggio, si fidanzano con le pergamenine, le giovani disinibite che frequentano le taverne, e in men che non si dica ingrassano e rovinano le loro carriere.

Sulla Kamchatka però Vi sbagliate di grosso. Essa è una ridente Contea appartenuta da secoli alla mia famiglia, sole tutto l’anno e gente socievole.

Sui figli maschi soprassediamo, i primogeniti sono viziati e prepotenti, neanche lì me la sento di biasimarvi.

Per questo Voi siete Doge a tempo indeterminato ed io Duchessa precaria ... perché Voi siete lungimirante.

Detto questo, non mi resta che salutarVi ed augurarVi una buona guerra e confermarvi che i miei natali furono lodigiani, ma la mia casa è sempre stata a Piacenza.

Con simpatia, Lady Dani Ragnarson Epelfing
Duchessa (in transito) del Ducato di Modena

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